Sipario sul Covid in Veneto: contagi «irrilevanti», negli ospedali zero morti
VENEZIA. Il sospirato traguardo “Covid free” è ormai ad un passo: appena 3 i i nuovi contagi in Veneto (a fronte dei 16 mila tamponi eseguiti ieri; nessuna vittima ospedaliera di giornata – l’unico decesso validato ieri riguarda una casa di riposo e risale ai giorni scorsi – e un paziente “superstite” in terapia intensiva. L’indice infettivo si dissolve in un «irrilevante» 0, 03 per mille e, aldilà dei decimali, è inequivocabile il sollievo di una regione che alla pandemia ha pagato l’impressionante tributo di duemila vittime. Per parte sua, Luca Zaia non enfatizza più di tanto l’imminente azzeramento: «La pandemia è in caduta libera da settimane, tuttavia il virus non è svanito, ha perso potenza magari ma il rischio di infezione permane. Qualcuno ha criticato il mio accenno alle mascherine, quasi mi divertissi a imporre regole vessatorie. Confermo che ci accompagneranno anche nei prossimi mesi, all’ingresso in luoghi chiusi e in presenza di affollamenti che impediscano il rispetto del distanziamento. Leggo che sui social qualche complottista, dimenticando la tragedia che abbiamo attraversato, mi accusa di avere posto in isolamento i veneti. Sbaglia di grosso. Noi abbiamo isolato il virus impedendogli di esplodere e fare strage».
Tutte le riaperture in agenda
In cima all’agenda, ora, c’è il riavvio delle attività rimaste nel limbo. Oggi il governatore è atteso da un colloquio con Roberto Gualtieri: «Con il ministro dell’economia parlerò del sistema fieristico in ginocchio, per noi si tratta di un circuito irrinunciabile che garantisce produzione, occupati e contratti. Penso a Vicenza, a Padova e ancor più a Fieracavalli di Verona. Se gli appuntamenti d’autunno fossero cancellati, i bilanci societari chiuderebbero con cifre disastrose». Domani, invece, l’appuntamento riguarderà la Conferenza delle Regioni: «Sul tavolo ci sono le ultime linee guida della ripartenza, quelle riguardanti cinema, teatri, discoteche, locali da ballo, congressi, sagre, cerimonie, matrimoni e poi sale da gioco e centri scommesse. L’obiettivo è un’ordinanza cumulativa omogenea sul territorio nazionale o, almeno, un primo sblocco entro il 15 giugno». Il turismo, nota dolente: «Siamo fortemente preoccupati, dei 65 posti di lavoro bruciati dall’emergenza, oltre la metà riguarda il comparto dell’accoglienza. L’unica soluzione efficace, lo ripeterò fino alla nausea, è la riapertura generale delle frontiere: il Veneto è condizione di garantire sicurezza totale agli ospiti stranieri, la promozione straordinaria che abbiamo messo a punto offrirà proposte innovative ma è indispensabile che il Governo agisca sul versante internazionale con una campagna poderosa, che si valga anche di influencer e opinion leader capaci di neutralizzare la pubblicità negativa e le fake diffuse a piene mani da concorrenti sleali».
Come sbloccare gli investimenti
Uno sguardo all’autunno, con lo spauracchio della seconda ondata pandemica che divide i virologi. Chi ritiene scontata una qualche recrudescenza, chi la giudica improbabile: «Non azzardo previsioni, in questi mesi gli scienziati ne hanno dette di tutti i colori, a volte sarebbe preferibile il silenzio rispetto alla babele di voci che ingenerano smarrimento tra i cittadini». Si intravede la luce nel tunnel sanitario, permangono i timori di un’economia ferita che attende con ansia il soccorso finanziario promesso dall’Unione europea: «Questo Paese è mummificato», ribadisce il governatore «prima di parlare di quattrini io garantirei di modalità di semplificazione. Mi sembra che il modello del nuovo ponte Morandi abbia funzionato, cerchiamo di applicarlo a livello nazionale. Noi enti pubblici siamo grandi committenti, il portafoglio veneto supera sicuramente il miliardo di euro di opere, se avessimo modo di applicare le regole adottate a Genova potremmo garantire una bella iniezione di risorse all’economia. Con tutti i controlli del caso e la supervisione dell’Authority anti-corruzione, certamente, ma non possiamo vivere nell’ipocrisia, quasi che si potesse controllare al millesimo ogni cantiere, o che dietro ogni carriola di malta ci fosse un ladro che la spinge».
