I rifugi del Cai sono pronti alla riapertura gli affitti sono stati sospesi fino a fine agosto
BELLUNO. I rifugi del Cai sono pronti a riaprire, i sentieri sono stati recuperati alla massima sicurezza. In settimana arriverà una richiesta delle sezioni di tutto il Nordest perché restino almeno il 50% dei posti letto. In ogni caso servirà la prenotazione, anche per le consumazioni. Il Cai, intanto, ha fatto obbligo a tutti i gestori di riaprire, sospendendo però gli affitti sino a fine stagione. E, al tempo stesso, confermando gli sconti ai tesserati, che la Confcommercio aveva chiesto di cancellare.
UN PO’ DI NUMERI
Il Cai Veneto ha 50 mila tesserati; il 10% che manca all’appello lo recupererà entro fine anno. Le sezioni sono 66, 18 in provincia di Belluno. 180 di media i volontari che queste sezioni hanno attivato per la manutenzione dei sentieri.
SENTIERI
«Grazie al lavoro dei volontari, quasi tutti i sentieri sono stati riportati in sicurezza», garantisce Renato Frigo, presidente regionale del Cai. La Regione ha messo a disposizione 150 mila euro, di cui una settantina per le Unioni montane che dovranno attivare le guide alpine nella manutenzione delle ferrate, alcune ancora coperte di neve. 8000 circa i km di sentieri riattivati, di cui 4500 nel Bellunese. È ciascuna sezione del Club Alpino a prendersi cura, stagionalmente, della preparazione dei percorsi, per la quota assegnata. Qualche danno è stato provocato dalle ultime nevicate e dalle raffiche di vento che hanno fatto schiantare parecchie piante.
RIFUGI
Numerosi rifugi, tra i più importanti come l’Auronzo e il Carducci, riapriranno a fine settimana. Sono 36 quelli del Cai sulla montagna veneta, un centinaio i rifugi privati. Di fronte al tentennamento di alcuni gestori, «il Cai ha preteso che i suoi rifugi siano tutti aperti», fa sapere Frigo. C’è il timore di un’estate dai bilanci in rosso. «Noi crediamo di no», confida il presidente regionale, «in ogni caso abbiamo sospeso gli affitti sino a settembre. Si deciderà se far pagare e quanto, in base all’andamento della stagione». L’affitto, si sa, serve alle sezioni per pagare i lavori che di anno in anno vengono realizzati nel proprio rifugio. «Conosciamo le preoccupazioni di carattere economico dei nostri collaboratori, ma - sottolinea il presidente - non possiamo rinunciare al dovere istituzionale di presidiare la montagna, specie la più difficile».
SCONTI
Confcommercio Belluno ha chiesto al Cai di rinunciare quest’estate allo sconto per i soci. Il Club alpino ha deciso di confermarlo. Non fosse altro perché è il socio, con una quota della tessera, a provvedere alle spese di manutenzione del rifugio. I prezzi? Sono stati mantenuti quelli dell’anno scorso.
PRENOTAZIONE
I segnali sono quelli di un assalto alle alte quote. «Tanti gestori sono preoccupati, come ci hanno anticipato», riferisce il presidente, «perché non sono attrezzati a contenere le grandi masse. Le consumazioni dovranno essere diluite in tre o più turni. Quindi è indispensabile prenotare e rispettare gli orari. Da qui la necessità che le presenze, per quanto possibile, siano diluite nei sette giorni della settimana e non concentrate tutte di sabato o domenica. Inoltre si abbia la consapevolezza di essere in un rifugio alpino, non in un albergo».
COORDINAMENTO
C’era stato il timore, all’uscita dal lockdown, che i rifugi dell’Alto Adige e, in parte, quelli del Trentino volessero darsi proprie regole, meno stringenti, per agevolare l’arrivo degli escursionisti. «Ci siamo accordati», informa Frigo, «per un comportamento uniforme, a partire dal distanziamento nell’accoglienza notturna. Ci siamo imposti di mantenere il 50% dei posti letto. È una percentuale sufficiente, se verrà coperta anche durante la settimana».
LAVORI
Le precipitazioni nevose non hanno provocato chissà quali danni ai rifugi. Per cui non sono stati attivati cantieri particolari. Il rifugio Boz concluderà a giorni la messa in opera dei panelli solari, poi sarà pronto. La ristrutturazione del rifugio Torrani, il più in quota di tutti (si trova ai 3 mila metri del monte Civetta), scatterà dal prossimo anno. A fine giugno riprenderà l’attività anche questo “nido d’aquila”.
