Niente bimbi Fiat alla Torre. E nasce “Il Teatro del Mare”
MASSA. Per la prima volta in 80 anni i bimbi dei dipendenti Fiat non vengono a Torre Marina. Una continuità mai spezzata, a cavallo tra due secoli e resistente ai mutamenti di un gruppo ormai pienamente multinazionale (Fca), è stata alla fine interrotta dal Coronavirus. Non sono stati autorizzati infatti i soggiorni residenziali e dunque niente vacanze per i figli dei dipendenti. Così la Verve, la società che gestisce la struttura, si reinventa come un centro di servizi alla città. E annuncia il lancio ufficiale del “Teatro del mare”, una struttura a disposizione di chi vuole fare attività sul palcoscenico e già predisposta per 300/400 posti tenendo conto anche dell’obbligatorio distanziamento fisico. La Torre di Marina insomma prova a rilanciare la costa, seppure in rumorosa solitudine.
Non vedremo insomma gli eredi della dinastia industriale Agnelli a passeggio per la costa apuana. Le storiche visite di Gianni Agnelli, legato a questi luoghi e alla Versilia, non saranno riproposte dai nipoti Elkann e Agnelli. E in risposta al Covid-19 e un turismo fortemente colpito, seppur non azzerato, da Verve partono idee per riorganizzarsi.
L’obiettivo è quello di trasformare la Torre, con i suoi molti ettari disponibili, in una struttura di servizi per il territorio.
Si stanno dunque ultimando le pratiche per il teatro, con l’autorizzazione attesa a giorni. L’intenzione è di dare spazio alle associazioni e a chi vuole fare del teatro e della musica. Spazi ampi, autorizzati e che ridiano fiato a tante realtà che stanno subendo sulla propria pelle la carenza di spazi, sia per le prove che per le rappresentazioni. Con il rischio che laddove non si possa più praticare si vada incontro a un ulteriore inaridimento culturale di un territorio che da questo punto di vista molto deve all’estemporaneo talento e all’inventiva dei privati, che non all’organizzazione e pianificazione di spazi, risorse e idee.
Un occhio però anche alla “settima arte”, il cinema. Con le sale chiuse da mesi e pur nell’attesa riapertura a breve, non si può ignorare che durante la stagione estiva il pubblico tende a rifuggire i luoghi chiusi.
Così l’idea è di lanciare un cinema all’aperto sfruttando gli spazi larghi della Torre Fiat. Una prima idea c’è già ed è in fase di elaborazione: la rassegna “Libertè, Egalitè, Volontè”, che si propone di ripercorrere le tappe più importanti della carriere cinematografico del grandissimo Gian Maria Volontè.
Dunque ad Agosto via al “Cinema sotto la Torre”. Verve però non ha intenzione di fermarsi a cinema e teatro e si pensa ad altre iniziative culturali.
Una serie d’incontri con autori, giornalisti e narratori, dovrebbero essere ulteriori punti sulla mappa di questa nuova attitudine della Torre Fiat.
Una serie di dibattiti coordinati dal vice presidente di Verve, Doriano Cranco, con il primo che in qualche modo torna sul tema Covid. Un ricordo di Luis Sepulveda in un dialogo con uno dei suoi traduttori italiane e amico dell’autore cileno, Pino Cacucci.
In un’altra serata invece è prevista la presentazione del nuovo libro dell’ex calciatore e commentatore televisivo Eraldo Pecci.
