Fra botri, diacce e torbiere: il tour nella Toscana selvaggia
FIRENZE. Sarà un viaggio fra forre e botri, su strade bianche tracciate intorno alle paludi o ai boschi del Casentino, certo anche in oasi famose come quella di Orbetello, ma anche per scoprire sfagni e altri relitti glaciali conservati nelle torbiere della Sibolla ad Altopascio, o a caccia dei granchi d’acqua dolce o del pendolino, un uccello che nel lago di Santa Luce costruisce i suoi strambi nidi a forma di fiasco; oppure fra aironi, falchi pescatori e i cuculi col ciuffo che vivono fra le frasche e l’oasi salmastra della Diaccia Botrona.
Ma chiunque voglia affrontarlo, si prepari, auto e treno serviranno solo per raggiungere arrivo e partenza. Perché sarà soprattutto un viaggio a piedi o in bici, spesso alla scoperta di riserve naturali, habitat e gioielli ambientali meno battuti, a prova di distanziamento sociale e di pandemia. Potreste immaginarlo a piccole tappe, da fare a piedi a colpi di 1-2 chilometri, in alcuni tratti sulla Francigena o intorno alle balze di Volterra, oppure su sentieri e strade fuori dal circuito turistico del grande pubblico in sella alla mountain bike per lunghe pedalate da 5 o 6 ore. Un viaggio nella “Toscana selvaggia” e spesso poco conosciuta, se non da chi vive intorno ai luoghi in proissimità di questi luoghi. Un piano studiato dall’assessorato all’ambiente della Regione guidato da Federica Fratoni per promuovere tre itinerari e 36 tappe diverse da compiere fra colline, la costa e l’Appennino e a prova di vacanze sostenibili.
Insomma slow tourism, turismo lento, leggero, concepito per far (ri)scoprire ai toscani spicchi della propria terra, aree protette, riserve regionali dimenticate e sorprendenti, e come un volano per la ripresa post-Covid, soprattutto per attrarre vacanzieri interessati alla natura e alla storia. «È una rete frutto della riorganizzazione delle riserve avvenuta negli ultimi cinqaue anni, un lavoro che ha dato vita anche a “sistemi” nuovi, come quello delle Colline Livornesi. Ma la rete dei percorsi è stata costruita nell’ultimo anno - dice Fratoni - che fra poco lanceremo sul sito della Regione con informazioni sulla durata, la lunghezza dei percorsi, la pendenza, il tipo di tracciato e gli itinerari suggeriti sia per gli appassionati di mountain bike che per quelli di trekking. È un’offerta che fin da subito promuoveremo sui canali social e in collaborazione con associazioni come Legambiente, ma per cui presto Toscana Promozione varerà una campagna che faccia conoscere il progetto nei paesi stranieri, soprattutto quelli con un pubblico interessato a questo tipo di vacanze. Un pacchetto perfetto in epoca Covid, perché prevedono tempi e numeri diluiti, uno stile di vita sano, in movimento, attento alle biodiversità che assicura tutela e salvaguardia dell’ambiente».
L’idea è di intercettare turisti stranieri tedeschi, olandesi e del nord Europa, più inclini a questo tipo di ferie. Non a caso Fratoni ha colto con favore l’accordo appena stretto fra il ministro degli Esteri Luigi Di Maio e il collega Eiko Maas per consentire ai tedeschi di arrivare in Italia dal 15 giugno.
Ogni itinerario, suddiviso per tappe, è caratterizzato dalla presenza di uno o più temi di riferimento. Per ogni tappa vengono fornite al viaggiatore schede con la mappa, il tracciato, il livello di difficoltà, numeri di telefono e informazioni su come prenotare guide ambientali o dove soggiornare se si decide di spezzare l’itinerario, che prevede anche l'integrazione treno, bici o auto. Il primo percorso, sulle colline, è un’avventura fra le aree umide della costa a quelle interne lungo le rotte degli uccelli migratori. Così dalla Torre di Pisa si può arrivare al Monte Serra o al Tanali; si potrà pianificare una tappa nel Padule di Fucecchio o visitare le riserve di Castelvecchio, Berignone, Montenero. Sulla via del mare, da Livorno a Orbetello, si potrà fare tappa all’Oasi della Contessa fino ad arrivare al parco e alla laguna della Maremma.
Infine, l’Appennino, camminando o pedalando nelle steppe e fra lini delle fate dei Monti Rognosi, fra le ombre e i silenzi mistici dei castagneti della Verna, in un cerchio che si chiude passando dall’Alpe della Luna e l’Eremo di Monte Casale a San Sepolcro . A volte luoghi paradisiaci, a volte un po’ danteschi, paludi e sabbioni marini o bolge bolge rupestri, iperurani terreni pieni di animali e piante sorprendenti, luoghi oscuri o colmi di luce, sono l’occasione per farsi “contagiare” da vacanze diverse da quelle a cui siamo abituati.
