5 medici contrari a plexiglass e mascherine in aula per i bimbi più piccoli
Il rientro in classe senza plexiglass tra i banchi e senza mascherina è possibile, non solo auspicabile, perché la scuola dovrebbe essere considerata un luogo sicuro, dove i contagi sono difficili. Almeno per quella dell’infanzia e la primaria. Primo perché i bambini non sono granché suscettibili a contrarre il virus e, quando questo succede, sono comunque meno contagiosi rispetto agli adulti.
Secondo perché «la quantità di particelle virali emesse dai bambini è molto bassa». Ecco perché cinque medici ritengono che «la ripresa delle attività scolastiche possa avvenire con procedure meno stringenti rispetto a quelle necessarie in altri ambienti».
La “revisione delle evidenze scientifiche” che ha portato alla stesura del documento “Applicare la medicina basata sulle evidenze per programmare la riapertura delle scuole” ha in calce la firma di cinque professionisti: il dottor Riccardo Ristori, medico del pronto soccorso di Cecina e del 118, il dottor Claudio Marabotti, cardiologo all’ospedale di Cecina, la dottoressa Simona Bellini, psichiatra per i servizi distrettuali della Bassa Val di Cecina, il dottor Giacomo Fruzza, specialista in pediatria, medico del 118 e del pronto soccorso di Pontedera e Volterra e il dottor Lorenzo Del Pesce, cardiologo all’ospedale di Pontedera.
Dalla collaborazione tra questi cinque medici è nato «un documento condiviso che abbiamo poi inviato anche ai sindaci e all’assessora regionale – spiega Marabotti – Tutti noi abbiamo figli in età scolare. Forse ci abbiamo pensato anche per questo». Il testo ha delle premesse, che sono tesi fondate su una serie di fonti tratte dalla letteratura scientifica, e delle conclusioni, poi portate all’attenzione delle istituzioni.
«i bimbi contagiano raramente»
Prima di tutto: «I bambini e gli adolescenti rappresentano solo l'1–5% dei casi diagnosticati di coronavirus - si legge nel documento firmato dai cinque medici - e almeno il 90% ha una malattia asintomatica o lieve. Ma da pochi giorni è emersa una nuova importantissima evidenza: i bambini sono raramente responsabili del contagio di persone adulte».
«I bimbi si infettano raramente»
Ma non solo, i più piccoli «esprimono poco il recettore che il virus usa per infettare le cellule che rivestono la mucosa del naso. E questo giustificherebbe la minore suscettibilità dei bambini all’infezione» Quindi «i bambini si infetterebbero meno, si ammalerebbero meno e sarebbero meno contagiosi rispetto agli adulti.
Si pensa inoltre che la scarsa propensione al contagio all’interno della scuola sia dovuta al fatto che i bambini positivi siano quasi sempre asintomatici e quindi producano molte meno goccioline».
«La scuola è un ambiente sicuro»
Alla luce di tutto ciò e tenendo presenti le fonti scientifiche a cui rimandano, secondo i medici, «la scuola dovrebbe essere considerata un ambiente sicuro, in cui i contagi sono molto difficili». Ecco dunque che le lezioni potrebbero riprendere con tranquillità. Almeno «nella scuola dell’infanzia e nella primaria - dice Marabotti - per le scuole medie ci sarebbe da discutere».
«No alle mascherine»
Secondo i medici, quindi, «dovrebbe essere previsto un protocollo speciale per la scuola, in cui i bambini privi di sintomi e dopo la misurazione della temperatura corporea prima dell’ingresso, partecipano alle lezioni senza limitazioni stringenti di distanziamento interpersonale e senza necessità d’uso della mascherina».
Detto ciò, «resta comunque essenziale la raccomandazione di adeguare gli ambienti scolastici, ampliando le dimensioni delle aule per ridurre la densità degli alunni e favorendo l’attività didattica all’aperto.
Desideriamo infine chiarire che queste raccomandazioni possono essere aggiornate qualora, nei prossimi mesi, emergessero novità nella letteratura scientifica o qualora le operazioni di monitoraggio epidemiologico evidenziassero segni di riattivazione dell’epidemia».
I cinque medici hanno fatto la loro proposta e l’hanno inviata anche a sindaci e ad assessori regionali. Vedremo se e quali risposte arriveranno.
