Beauty routine detox: come avere una pelle luminosa (anche con la mascherina)
È in atto una rivoluzione beauty. Con l’avvento della mascherina tutto ciò a cui eravamo abituate, ora va ripensato. O addirittura sospeso (vedi il caso del rossetto). A dare un segnale importante di questo cambiamento è proprio la pelle del nostro viso. Provata prima da mesi di reclusione forzata, di smart working, con lo stress psichico che ne consegue dalla mancanza di rapporti sociali «fisici» e adesso obbligata alla convivenza quotidiana con il presidio protettivo, richiede nuove attenzioni.
Il boom della MASKNE , comparsa di acne da mascherina, è un chiaro indizio di quello che le sta capitando: «Indossando la mascherina, la pelle del viso fa più fatica ad ossigenarsi. Sudorazione e produzione di sebo, dovute all’occlusione, aumentano. Questo è un clima perfetto per la proliferazione batterica che, assieme allo sfregamento della mascherina, produce arrossamento e formazione di brufoletti e punti neri», spiega Carlotta Del Canale, Technical Marketing Manager Davines e Comfort Zone.
Come programmare, dunque, una beauty routine purificante efficace?
«È raccomandato partire sempre da una buona detersione: deve essere delicata sulla pelle e avvenire due volte al giorno, prima della mascherina e dopo. Privilegiare le acque micellari con emollienti restituivi. Applicare un tonico senza alcool per lenire la pelle arrossata e, nelle zone più colpite da brufoletti e punti neri, un prodotto dall’azione purificante e antisettica. Per finire, una crema idratante, scegliendo per la zona interessata da MASKNE un prodotto dalla texture meno ricca rispetto a quella che si applica sul resto del viso».
Quali prodotti scegliere per la detersione?
«L’obiettivo in questa fase è quello di non aggredire la pelle, che in questo momento è già stressata. Ottimi i prodotti tre-in-uno che per struccare viso, occhi e labbra. Nelle acque micellari, i tensioattivi delicati nella soluzione acquosa creano delle micro-micelle, intrappolando le impurità che vengono rimosse dal dischetto di cotone. La formulazione che abbiamo sviluppato in Comfort Zone include betaina, un osmolita naturale, che preserva l’idratazione lasciando la pelle morbida e setosa».
Quali tipologie di creme prediligere?
«Prediligere texture leggere, in gel, non troppo ricche, senza però rinunciare all’idratazione».
Vaporizzare acque spray idratanti per il viso aiuta?
«Un tonico lenitivo spray, da usare anche quando si sta davanti al computer a lungo, o da vaporizzare sul viso 1 o 2 volte aiuta la pelle a sfiammarsi, soprattutto dove è arrossata. Ottime le formulazioni prive di alcool e fragranze, poiché rinfrescano la pelle del viso e allo stesso tempo leniscono la pelle arrossata».
Un trattamento extra o SOS?
«Ridurre i trattamenti esfolianti a una volta alla settimana al massimo. Passare una o due volte sulla zona più colpita, un tonico senza alcool ma dalla delicata azione esfoliante».
Cosa fare alla sera prima di addormentarsi?
«Nelle zone arrossate, applicare una o due gocce di un prodotto lenitivo per arrossamenti, magari concedendosi un massaggio con Guasha-Sha di quarzo rosa, tenuto precedentemente in frigo per decongestionare la zona».
Errori che potrebbero essere facilmente evitati
«Non andare a stressare una pelle già di infiammata. Non aggredirla con prodotti purificanti troppo aggressivi, la seccherebbero ulteriormente. Evitare peeling con acidi troppo aggressivi e maschere troppo astringenti».
PER UN DETOX DI MENTE E CORPO DA TROPPO SMART WORKING
In questo periodo in cui abbiamo dovuto adattarci a una nuova normalità dopo lo scoppio della pandemia c’è chi se è subito adeguato ai differenti modi di interagire diventando una «best practice» sul mercato. Amgen Italia, l’Azienda dedicata al mondo delle biotecnologie applicate allo sviluppo di farmaci per il settore sanitario, durante l’emergenza Covid-19 ha messo in prima linea il benessere psico-fisico dei suoi dipendenti.
«Mettere al centro le proprie persone, ascoltarne i bisogni per individuare insieme le risposte più giuste, è uno dei punti di forza di Amgen», commenta Livia Alessandro, Direttore HR di Amgen Italia, «perché una grande azienda è fatta di grandi persone».
Come molte altre realtà in diversi settori lo Smart Working è stato adottato per tutti i collaboratori, volto a salvaguardarne la salute. Amgen, non si è però fermata qui. Grazie a piattaforme e strumenti digitali che hanno permesso la nuova modalità di lavoro in versione “telematica” si sono sviluppate anche iniziative mirate ad affrontare in modo equilibrato una quotidianità completamente nuova.
Un approccio, dunque, virtuale, che non ha mai abbandonato l’umanità dei rapporti. Per non trascurare la qualità della vita professionale e personale, i dipendenti Amgen hanno infatti avuto a disposizione l’abbonamento ad un app di fitness. Una piattaforma di podcast focalizzata su benessere, nutrizione, gestione dello stress, oltre ad un servizio di counseling via web gestito da uno psicologo, come punto di ascolto per offrire sostegno in situazioni di disagio. Il concetto di benessere si è ampliato accogliendo il tema della salute personale per favorire una migliore sostenibilità dei nuovi ritmi di vita lavorativi. Inoltre per sensibilizzare alla prevenzione, l’Azienda offre un servizio di screening periodici e campagne rivolte alla promozione di stili di vita salutari, soprattutto dal punto di vista dell’alimentazione.
