Herta Müller, cassetti dotati di orecchie, nei ricordi già allora alterati
Non amo che i miei testi contengano termini astratti. La parola ‘dittatura’, per esempio, non la scriverò mai». Leggendo lo splendido La volpe era già il cacciatore (traduzione di Margherita Carbonaro, Feltrinelli, pp. 240, € 18,00), si capisce come Herta Müller avesse ben presente fin dal suo primo romanzo il precetto cui si sarebbe attenuta con lodevole rigore in tutte le prove successive. Centrato su quel tema che avrebbe pervaso ossessivamente alcune tra le sue opere più rilevanti – e … Continua
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