Il numero 23 a
Mancini piace così tanto che, oltre a tatuarselo, lo ha scelto come data per le nozze. Gianluca ha il 23 sul braccio, dietro le spalle e nel cuore. Lo ama in onore di
Marco Materazzi, il suo idolo. Difensore come lui, col vizio del gol come lui e con quel carattere che lo faceva essere un punto fermo negli spogliatoi. Quando
Materazzi diventava campione del mondo,
Mancini aveva appena 10 anni, quattro in più quando vinceva il triplete. In quei giorni decise di tatuarsi il 23, ma dovette aspettare un pò per convincere il padre. Tutta la famiglia
Mancini è interista , ma adesso la priorità è tifare il loro ragazzo. Che domani è pronto a sfidare gli attaccanti più in forma del campionato.
Prima di pensare alle nozze con Elisa,
Mancini deve chiudere l'anno con la
Roma nel migliore dei modi. Il feeling con
Smalling è ormai assodato. Come faceva
Materazzi, anche Gianluca ama spesso parlare con i compagni, in allenamento e in partita. Ci mette piede, gamba ma anche fisico e in questo ricorda davvero l'ex centrale nerazzurro, di cui
Mancini parlava così: "
Mi piaceva il fatto che non avesse mai paura". Proprio queste parole raccontano molto di chi è Gianluca
Mancini e , soprattutto, di chi vuole diventare. Un giocatore che in campo vuole crescere. un ragazzo che vuole diventare un punto di riferimento nello spogliatoio della
Roma e in quello della
Nazionale,
Quando è venuto a
Roma e ha chiesto il 23, subito il pensiero è andato anche a Davide
Astori, conosciuto in ritiro con la
Fiorentina.
Mancini ne ha parlato in un'intervista a Dazn, la stessa in cui ha risposto a una domanda su
Lukaku:
"Se gli darei corpo affrontandolo? No vive di quello, cerchi di rubargli il tempo il prima possibile, senza farlo girare". Sarà una serata dura, ma in fondo sono quelle che più lo esaltano. Proprio come succedeva a
Materazzi.
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