Per il progetto
Tor di Valle spunta una cordata ceca, scrive Lorenzo De Cicco su "Il Messaggero". Il gruppo
Cpi, dell’immobiliarista ceco Radovan
Vítek, è in trattativa con Unicredit per acquistare i crediti ipotecari che gravano sulla
Eurnova, la società del costruttore Luca
Parnasi, indagato per corruzione nell’inchiesta sul nuovo stadio.
Parnasi, dopo l’arresto nel giugno 2018, si è dimesso dalla carica di presidente di
Eurnova, ma continua a controllare la società proprietaria dei terreni su cui dovrebbe nascere - così sognano i privati - il nuovo impianto sportivo della
Roma, con annesso mega-centro per negozi, uffici, alberghi e ristoranti. La lista dei debiti del gruppo
Parnasi è piuttosto lunga, solo quelli della
Eurnova nei confronti di
Unicredit ammontano a circa 50-60 milioni di euro. Il gruppo
Cpi starebbe trattando con
Unicredit per acquistarli. Da quanto filtra, le parti sarebbero vicine alla firma di un preliminare nell’arco di due settimane. Sarebbe il primo passo dell’operazione, che potrebbe riguardare anche i terreni al centro del progetto stadio. La cordata ceca si potrebbe muovere in raccordo con
Friedkin, l’americano interessato all’acquisto della
Roma. Fino a oggi la Eurnova aveva trattato per vendere i terreni a James
Pallotta. Una delegazione della società di
Parnasi, a febbraio, era volata a
Boston per trattare direttamente con gli emissari del patron giallorosso. Risultato? Una stretta di mano che si sarebbe dovuta trasformare in un pre-accordo. Quell’intesa, mai formalizzata, prevedeva la vendita dei terreni a circa 100 milioni di euro. Pallotta aspetta di capire che fine farà l’iter in
Campidoglio, un percorso ancora piuttosto fumoso dopo gli arresti per tangenti e i vizi nel progetto individuati dai tecnici. Certo è che nella bozza di convenzione spedita dal dipartimento
Urbanistica ai proponenti compare, oltre alla Eurnova, anche la “TDV Real Estate Srl” e la “Stadio TDV S.p.A.”, cioè le società di Pallotta che dovrebbero acquistare i terreni. Nella bozza di accordo viene menzionato espressamente "un contratto preliminare di vendita a rogito" tra la Eurnova e la società acquirente. Perché una cosa è chiara: i grillini, se mai l’operazione
Tor di Valle andasse in porto, non vogliono più i terreni in mano a
Parnasi.
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