La sfida dei maestri del gol è un incrocio pericolosissimo nella lotta scudetto e
Champions, scrive il Corriere della Sera. In un weekend di fuoco si scontrano le prime della classe e si affrontano quattro assi dell’area di rigore. È la prova degli attacchi: quello mostruoso della
Lazio, con il capocannoniere Ciro
Immobile, contro la
Juventus guidata da Cristiano
Ronaldo, e quello dell’Inter del gigante Romelu
Lukaku di fronte alla
Roma dell’eterno Edin
Dzeko. Antonio
Conte ha inseguito il bosniaco un’estate: doveva essere il primo acquisto, non è stato neppure l’ultimo. A 33 anni il, bosniaco cercava un’ultima avventura, ha preferito restare dov’era. Da quasi mal sopportato è diventato uomo simbolo e capitano di fatto. Ha segnato 6 reti (non tantissime), ma fatto segnare molto, soprattutto i giovani:
Zaniolo,
Kluivert,
Pellegrini.
Conte lo voleva perché non è un centravanti d’area, oggi gioca ancora più fuori d’un tempo, al servizio della squadra, va a lavorare palloni sulle fasce per aprire spazi al centro. In modo molto simile a
Lukaku che ha segnato di più (10 reti in campionato), ma che come il bosniaco è l’uomo su cui poggia e s’appoggia il gioco
dell’Inter. I due avrebbero dovuto essere la strana coppia, un esperimento calcistico mai nato.
Il non arrivo di
Dzeko ha però spalancato le porte a Lautaro
Martinez, 5 gol in Champions. Merito anche di
Lukaku. L’acquisto più pagato della storia interista (75 milioni) sfida
Dzeko, sempre se il bosniaco riuscirà a superare la febbre e a essere in campo a
San Siro domani. All’Olimpico i biancocelesti il giorno dopo faranno una sorta di stress test alla
Juventus, ma anche alla loro reale capacità di sopportare la pressione, per provare dopo anni a diventare una squadra compiuta. La
Lazio però ha un mostro in attacco: Ciro
Immobile. L’attaccante, con i 17 gol realizzati, è il terzo giocatore nella storia della serie A a realizzare almeno 17 gol nelle prime 14 gare stagionali di campionato. La
Lazio gioca per lui. Bisognerà vedere come
Immobile se la caverà contro
Ronaldo.
CR7 è nella sua versione più cupa, dopo le sostituzioni di
Sarri, gli appena 6 gol segnati fin qui in
serie A e un fastidioso e innegabile appannamento.
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