Mattarella: “La scorta a Liliana Segre è un segno che odio e intolleranza sono concreti”
“Se qualcuno arriva in un autobus a dire a una bambina di sette anni ‘non sederti accanto a me perché hai la pelle di colore differente’; se è necessario” assegnare una scorta “ad una signora anziana che non ha mai fatto male alcuno, ma che il male lo ha subito da bambina come Liliana Segre, vuol dire” che gli interrogativi relativi alle differenze tra “indifferenza, solidarietà, aiuto vicendevole” da un lato e “intolleranza e contrapposizione” dall’altro non sono “alternative retoriche e astratte ma estremamente concrete”. Sergio Mattarella ricorda il caso della bambina di Alessandria (sotto) e l’assegnazione della scorta alla senatrice sopravvissuta ad Auschwitz nel suo discorso alla cerimonia di inaugurazione dell’anno accademico del Campus Biomedico a Roma. Un intervento, il suo, centrato su antirazzismo e rispetto. “Il mondo cambia, come è sempre cambiato, profondamente – ha aggiunto Mattarella – ma in tutti questi cambiamenti, in tutti questi mutamenti così veloci c’è qualcosa che rimane costante: è la condizione umana, i valori della convivenza, della solidarietà, del senso di responsabilità”.
Mattarella ha ripreso una considerazione contenuta nella prolusione del professor Massimo Inguscio: “Chi può immaginare, chi può comprendere come sarà il mondo del futuro? La risposta è illuminante, chiedete ai vostri bambini. Credo che le risposte dei bambini, per chi li sa ascoltare, interpretare, siano sotto gli occhi di tutti: cercare di avere una vita serena e quindi una convivenza serena, un modo sereno di stare insieme contro la chiusura egoistica e l’arroccamento egoistico, quello di avere un senso di responsabilità contro l’indifferenza e l’irresponsabilità”.
“I bambini percepiscono quando vi è negli adulti senso di responsabilità e non indifferenza. Chiedono ancora, per chi li sa intendere, ed è facile comprendere i bambini, solidarietà, aiuto vicendevole contro l’intolleranza, l’odio, la contrapposizione. Non sono alternative retoriche ma estremamente concrete. I bambini dimostrano con queste sottolineature, con queste esigenze, con queste linee di indirizzo che forniscono, che non sono sogni. Nell’ultimo Capodanno mi sono permesso di dire che occorre non confinare i sogni all’età dell’infanzia, non sono sogni, sono indicazioni di comportamento“.
Il caso di Alessandria – Vittoria Oneto, consigliera comunale Pd, in un post dal titolo “Alabama 1955? No, Alessandria 2019” ha denunciato un episodio di razzismo di cui è stata testimone mercoledì, a bordo di un autobus. Protagonista una bambina di sette anni di colore, che una sessantenne non voleva far sedere accanto a lei. “Io dico alla donna di spostare la borsa e di fare sedere la bambina ma lei insiste e mi dice in modo arrogante di farmi gli affari miei – racconta -. La madre della piccola non dice nulla e guarda a terra. Alzo la voce sempre di più e le intimo in malo modo di fare sedere immediatamente la bambina e di vergognarsi con tutto il fiato che avevo in gola. La signora a quel punto la fa sedere, ma continua a borbottare e a guardare schifata la bambina. Secondo voi di che colore aveva la pelle quella bambina? Sì proprio così”, prosegue la consigliera comunale, che scesa dall’autobus ha pianto “per il nervoso, per la tristezza per il senso di sconfitta che ho provato e provo. Come se questi giorni non fossero già dolorosi“, dice riferendosi ai tre vigili del fuoco morto nell’esplosione di una cascina. “È questo quello che siamo? È questo quello che vogliamo essere? Io non voglio crederci“.
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