A guardarlo in panchina e a fine partita sembra quasi che a tutte queste esclusioni sia abituato. In realtà per
Florenzi non essere scelto è una novità in carriera: mai, né in Primavera, né al Crotone, né alla Roma, era mai stato scartato per cinque partite di fila. Zeman, Garcia, Spalletti, Di Francesco... Che fosse da mezzala, da esterno offensivo o da terzino, un posto per Alessandro c'è sempre stato. Con
Fonseca le cose sono cambiate e dopo un inizio da titolare nel ruolo di terzino e un'influenza che l'ha buttato giù fisicamente, sono arrivate solo panchine. E gli sono stati preferiti
Spinazzola, che pure ha confessato di preferire la fascia opposta, e
Santon, che in estate sarebbe dovuto partire.
CHE TUNNEL - A parte gli infortuni, e in particolare la rottura del crociato nell'ottobre del 2016 (con due operazioni, la seconda nel febbraio 2017),
così tante esclusioni non le aveva mai vissute in carriera. L'anno scorso per scelta tecnica è rimasto in panchina per tutti i 90' solo per tre partite in tutta la stagione, due anni fa sette. Nel 2015-2016 e nel 2014-2015 addirittura solo una volta, che fanno
due in due anni. Un miraggio se si pensa alla situazione che sta vivendo adesso. Qualche esclusione in più era arrivata con
Andreazzoli (quattro panchine nel febbraio 2013, ma in tre occasioni era subentrato) e nel finale di campionato con
Rudi Garcia nel 2013-2014 con sette panchine nelle ultime tredici di campionato. Ma anche in questo caso era sempre stato uno dei tre cambi...
CAPITANO - Pochi mesi fa
De Rossi nella conferenza d'addio gli passava ufficialmente il testimone, qualche settimana dopo Totti glielo "sottraeva", spendendo parole speciali solo per Pellegrini. Una gaffe che a Florenzi sicuramente non avrà fatto piacere. Diventato ufficialmente capitano, in estate è stato il primo a dare il benvenuto ad ogni acquisto. Ma il lavoro più importante l'ha fatto con
Dzeko, convincendolo insieme a Fonseca e alla società a rinnovare il contratto. Con quell'offerta di diventare
capitano che Edin ha apprezzato ma rifiutato. Ora nonostante la situazione non semplicissima non ha alzato la voce e i tifosi hanno apprezzato anche il suo modo di stare in panchina: ha fatto il tifo per i compagni e ha esultato come se fosse in campo. Domenica con il
Parma potrebbe arrivare la nuova occasione, ma il condizionale mai come quest'anno è una certezza.
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