Pakistan, precipita dal Gasherbrum VII: gravemente ferito un alpinista piemontese. L’appello: “Mandate i soccorsi”
Francesco Cassardo, un alpinista piemontese, sabato è rimasto gravemente ferito sulle montagne del Pakistan. L’uomo, medico all’ospedale di Pinerolo (Torino), è scivolato per cinquecento metri mentre scendeva dal Gasherbrum VII sull’Himalaya. È stato raggiunto dal compagno di cordata Cala Cimenti, alpinista e sciatore estremo, che è riuscito a metterlo in sicurezza in parete a 6300 metri, tenendosi in contatto con un team di medici in attesa dei soccorsi. Ma ad oggi i soccorsi non sono ancora arrivati: nessun elicottero si è alzato in volo: “Visto che l’elicottero non arriva abbiamo deciso di portarlo giù a piedi“, scrive su Facebook l’alpinista. “Fate volare l’elicottero, vi prego”, aveva chiesto un’ora prima. Cimenti è stato raggiunto dagli alpinisti Denis Urubko e Dan Bowie: “Mi hanno detto che stanno arrivando altri 2 polacchi ad aiutarci… Probabilmente cammineremo tutta la notte ma portiamo Francesco in salvo”.
“Francesco ha battuto probabilmente la testa e la schiena, muove braccia e gambe, ha detto di non vedere tanto bene. Ha perso sangue, Cala l’ha aiutato tanto e ha acquistato lucidità tanto da dire che ha bisogno di una tac per capire se ha un versamento in testa e, nel caso, bisogna eliminarlo”, ha raccontato il fratello dell’alpinista ferito Stefano Cassardo. “Adesso è vivo – aggiunge – e speriamo che viva fino all’arrivo dei soccorsi. Ogni minuto recuperato è una possibilità in più”.
Secondo quanto riportava Cala Cimenti su Facebook alle prime ore di domenica mattina, Cassardo era in condizioni “gravi ma stazionarie. È vigile e lucido – aveva scritto – essendo medico è in grado di valutare le sue condizioni e dare indicazioni importanti”. Il volo di soccorso – secondo gli ultimi aggiornamenti sul social network – ha subito ritardi a causa di alcuni problemi burocratici per i quali è intervenuta anche l’ambasciata italiana in Pakistan. “Al momento – si legge – si è in attesa di poter procedere con l’operazione di recupero, nel frattempo Cala sta spostando Francesco un centinaio di metri più in basso, su un terreno dove l’elicottero possa operare direttamente”. Le autorità pachistane avevano inizialmente promesso che i soccorsi sarebbero arrivati all’alba.
Il fratello dell’alpinista ha lanciato un appello, riportato dal Corriere della Sera, indirizzato al ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi. “Signor ministro, la prego mi aiuti. Ci aiuti. Mio fratello sta morendo. Siamo arrivati al limite. Se non si alzerà presto un elicottero morirà. Ogni minuto perso è una probabilità in meno di salvarsi per Francesco. Finora ogni intervento del nostro ambasciatore non ha sbloccato la situazione. Chiedo a lei, signor ministro, di fare qualcosa, qualsiasi cosa, per provare a salvarlo”.
“Conosco il GVII, è una montagna difficile, ma se i ragazzi sono stati capaci di scalarlo, avranno modo di fare bivacco senza grossi problemi”, ha commentato l’alpinista Reinhold Messner. “Il problema in Pakistan – continua – sono gli elicotteri in mano ai militari; i privati non sono accettati contrariamente a quanto accade in Nepal dove gli specialisti prendono tutti. Posso solo sperare che tutto vada bene. Se hanno iniziato a scendere, hanno il materiale per passare un paio di notti fuori”. La Farnesina risponde su Twitter: “In riferimento all’appello dei familiari dell’alpinista Francesco Cassardo, il ministro degli Esteri Enzo Moavero Moavero conferma che da ieri con la Farnesina e l’Ambasciata si sta chiedendo alle Autorità pachistane di fare il massimo per soccorrerlo nei tempi più rapidi. Costante è il contatto coi suoi familiari”.
I due alpinisti, prima di tentare la salita della montagna mai scalata da nessuno, si erano fermati nell’ambulatorio di Askole, l’ultimo centro abitato prima del ghiacciaio Baltoro da dove si parte per raggiungere alcune delle montagne più alte della terra. All’unico presidio medico del posto avevano donato una scorta di farmaci e cercato di rendere operativo l’ecografo.
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