Per la Meloni la crisi è inevitabile: «Voto subito, poi governo Lega-Fdi per 5 anni»
È un Fdi in grande spolvero quello presentato da Giorgia Meloni dalle colonne de La Verità. E soprattutto con una gran voglia di misurarsi elettoralmente dopo il sonoro successo registrate alle elezioni europee di due mesi fa e dopo l’ingresso nel partito di personalità di spicco, amministratori, ma anche di gruppi e settori fin a ieri disorientati dal centrodestra in ordine sparso. Ora invece l’ottimismo è di rigore. Tanto da non escludere di raggiungere quota 10 per cento indicata dai sondaggi come alla portata della destra italiana. Non sorprende perciò che ora sia soprattutto la Meloni ad irrompere nella strisciante crisi di governo in atto e a proporre un’alternativa credibile allo stallo attuale e alla ricorrente tentazione rappresentata dal solito governicchio tecnico.
La Meloni intervistata dalla Verità di Belpietro
«Se Conte dovesse mollare – è il ragionamento affidato dalla leader di FdI al quotidiano diretto da Maurizio Belpietro -, sarebbe molto difficile per il presidente della Repubblica dire che gli italiani non devono scegliersi il prossimo governo». Per la Meloni «i tempi per votare, fare un nuovo governo e aprire la sessione di bilancio» ci sono. Ma quel che più interessa ai cittadini è che finalmente potrebbero contare su un governo che fa le cose e non litiga: «Tutti i sondaggi dicono che dalle urne uscirebbe una maggioranza chiara», assicura la Meloni, per poi aggiungere: «Sarebbe un’occasione storica per dare all’Italia uno dei pochissimi governi capaci di durare cinque anni: coeso, compatto e con numeri schiaccianti che può fare le cose coraggiose che servono».
«Forza Italia chiarisca la linea politica»
Decisamente preoccupante, invece, a giudizio della leader di Fratelli d’Italia, ogni prospettiva diversa da questa appena descritto: «Se Conte rimane, non è uno scenario buono. Se il governo cadesse fuori tempo massimo per votare, ci sarebbe l’ipotesi di un accordo tra Pd e 5 stelle, oppure addirittura di un governo tecnico sostenuto da una specie di Patto del Nazareno allargato ai grillini, cioè lo schema che abbiamo visto in Europa la settimana scorsa». Proprio quest’ultima considerazione consiglia alla Meloni prudenza nel dare per scontato l’arruolamento del partito di Berlusconi nell’alleanza elettorale e di governo con la Lega: «Forza Italia – puntualizza – deve chiarire ancora molte cose. Da tempo ho chiesto chiarimento sulla linea politica e non mi pare ci siano stati».
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