IL MESSAGGERO (M. FERRETTI) - Maledetto tempo. Domani sarà un anno, eppure sembra una vita che Francesco Totti ha smesso di giocare. Troppo doloroso il distacco; troppo forti le emozioni di quella sera di lacrime all'Olimpico per cancellare, per diluire tutto in dodici mesi. E, poi, non sarebbe (stato) nemmeno giusto farlo. Perché la Storia, ieri oggi e domani, sta e starà sempre lì. A gonfiare gli occhi e il cuore - e a ingigantire i ricordi - di chi c'era, e pure di chi avrebbe voluto morire prima pur di non esserci. Un anno fa Totti ha appeso gli scarpini al chiodo, salutando la sua Roma con la fascia di Capitano al braccio. Un dramma sportivo per tutti; una tragedia per chi lo aveva visto e ammirato per 25 anni di fila con la maglia della Roma. Un addio struggente, che ha colpito il cuore di romanisti e non; che lasciato con un buco nello stomaco anche i suoi nemici di una vita. Uno spettacolo meravigliosamente doloroso, con sessantamila e passa persone all'Olimpico a piangere con lui.