Guthrie, il sogno antifascista
Cinquanta anni fa, in una stanza del Creedmoor Psychiatric Center del Queens a New York moriva Woody Guthrie, uno degli interpreti più importanti della musica folk statunitense. Era il 1967 e la sua voce si era già spenta da tempo. Dalla fine degli anni ’40 il suo comportamento era diventato strano, imprevedibile. Venne ritenuto alcolista, schizofrenico. Gli venne in seguito diagnosticata una patologia neurodegenerativa ereditaria, la Corea di Huntington, una malattia incurabile che aveva già ucciso sua madre e che … Continua
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